DEA Rappresentanze srl Visita la nostra pagina su Facebook! www.dearappresentanze.itApparecchiature Elettromedicali,
Prodotti, Attrezzature Professionali
per Studi e Centri Medici, Fisioterapici, Estetici


Fotoepilazione con luce pulsata

Il problema dei peli superflui o indesiderati
Ormai da secoli, in gran parte del mondo, milioni di uomini e donne considerano i loro peli indesiderabili per ragioni puramente estetiche: è sempre più crescente la domanda di nuovi prodotti e metodiche per risolvere più o meno efficacemente questo problema.
I metodi tradizionali più diffusi sono la ceretta, il rasoio, la crema depilatoria, le pinzette o gli epilatori elettrici.
Ciò che accomuna tutte queste tecniche è la temporaneità del risultato ottenuto: i peli ricrescono infatti nel giro di due - quattro settimane.
Negli ultimi anni si sono sempre più affermati sistemi di epilazione a lunga durata che sono costituiti da:
  • ago o elettrolisi: si ottengono buoni risultati ma, per contro, richiede lunghi tempi di trattamento (numerose sedute e tecnica pelo per pelo), è doloroso, c'è il rischio di causare cicatrici perifollicolari e i risultati sono fortemente dipendenti dalla bravura e dall'esperienza dell'operatore.
  • laser medicali: si ottengono risultati valutati tra il medio e l'eccellente, a seconda della zona trattata, dell'esperienza dell'operatore e soprattutto della natura della pelosità del paziente.
  • lampade flash a luce pulsata: si ottengono risultati comparabili a quelli ottenuti coi laser.
    Fotoepilazione con luce pulsata
   
Il ciclo di crescita del pelo  
Il pelo è una struttura cheratinizzata (fanera) prodotta dall’epidermide. E’ costituito da un fusto che fuoriesce dalla superficie della cute, che è il pelo propriamente detto, e da una parte invisibile impiantata più o meno in profondità. Qui si trova la radice del pelo contenuta in un “sacco” chiamato follicolo pilifero. L’estremità inferiore della radice (il bulbo) riceve il nutrimento dalla papilla vascolare.
Il numero di follicoli piliferi nel corpo è determinato, in modo definitivo, durante la vita embrionale. Si distinguono tre tipi diversi di peli:
  • la peluria o lanugine: fine, incolore o poco colorata, di lunghezza inferiore a 2cm;
  • il pelo intermedio: ha una colorazione “media” rispetto alla maggiorparte degli altri peli;
  • il pelo terminale: lungo, spesso e pigmentato, pungente.
 


La lanugine si può trasformare in pelo intermedio prima, e poi in pelo terminale, solo sotto l’azione di ormoni androgeni. E’ questo che, durante la pubertà, succede in alcune zone (come ascelle e pube) dove appunto la peluria si trasforma in peli terminali. Nella donna, la peluria del dorso e del torso rimane tale senza subire evoluzioni. Questo perché la produzione di androgeni è scarsa.
Di norma nessun fattore esterno (come la ceretta o l’uso del rasoio) può trasformare la lanugine in peli terminali. Quindi, contrariamente a quanto si sente spesso dire, non è vero che rasando i peli, questi ricrescono più rapidamente e più grossi. Solo in alcuni particolari soggetti, e in certe zone ormone-dipendenti, rasare o estirpare i peli può stimolare la trasformazione da lanugine a pelo terminale. Questo può succedere anche utilizzando sistemi laser o a luce pulsata. E’ importante individuare prontamente questi pazienti, effettuando dei test su aree limitate, per evitare trattamenti inutili e/o dannosi.

Ciclo di crescita del peloIl pelo ha un’esistenza “effimera”. Passa attraverso un periodo di crescita cui segue uno di riposo. Si parla di ciclo pilare, che si divide in tre fasi:
  • fase anagen o di crescita: un nuovo pelo è generato dal follicolo che affonda nel derma e diventa molto attivo (sintesi di cheratina e melanina).
  • fase catagen: è una fase di regressione. L’attività di sintesi cessa. Il bulbo si stacca dalla papilla e resta collegato tramite un cordone epiteliale formato dalla guaina epiteliale esterna. Questa fase dura circa 2 – 3 settimane.
  • fase telogen o fase di riposo: durante questa fase non si produce nessun pelo. La sua durata è variabile e dipende da molti fattori (sito anatomico, fattori esterni e fattori interni). Al termine della fase telogen il pelo viene espulso prima della successiva fase anagen

La durata di un ciclo pilare, così come la percentuale dei peli in fase anagen e quella dei peli in fase telogen in un dato momento, come pure la densità dei peli, il diametro, l’angolo e la profondità di impianto del pelo, e la loro velocità di crescita, sono variabili secondo l’area anatomica considerata. Nell’uomo i follicoli non sono in generale sincronizzati, quindi non si avranno mai tutti i follicoli di una stessa area contemporaneamente in fase anagen. Per questo è necessario ripetere più volte il trattamento di fotoepilazione: per ogni seduta si vanno a colpire i peli che si trovano in quel momento in fase anagen (20-30% dei peli presenti).

 
Fotoepilazione o epilazione con la lampada flash a luce pulsata
La fotoepilazione è un processo basato sulla fotoemolisi selettiva grazie al quale la luce è fortemente assorbita dalla melanina contenuta nel pelo, che conseguentemente raggiunge alte temperature. Il calore accumulato è trasmesso alle strutture vitali del follicolo e per un processo di termocoagulazione si interrompe il ciclo del pelo, producendo così effetti di lunga durata:
  • la luce viene fortemente assorbita dalla melanina del pelo
  • il fusto si scalda
  • per trasmissione termica si ha coagulazione delle strutture riproduttive del follicolo
  • pelo e follicolo sono danneggiati e il ciclo di ricrescita si interrompe.

La conseguenza pratica del trattamento con luce pulsata è una riduzione duratura del numero di peli ed un rallentamento globale della ricrescita, tanto più evidente ed efficace con i peli più grossi e scuri che costituiscono il maggior problema estetico.
La selettività di assorbimento permette di conseguire questo risultato senza danni all'epidermide.
fotoepilazione con luce pulsata
Poichè la luce pulsata è efficace solamente nella fase di crescita del pelo, sono necessarie più sedute per ottenere il risultato ottimale. Un ciclo variabile da 5 a 10 trattamenti, a seconda della zona interessata e dalle caratteristiche individuali, assicura un risultato esteticamente valido.
Ad un ciclo iniziale di trattamenti, intervallati da uno o più mesi, seguiranno delle sedute di mantenimento. Zone come l'inguine e le ascelle, che presentano peli grossi e scuri, rispondono più rapidamente di altre.

La particolare flessibilità dell'apparecchiatura a luce pulsata permette di impostare i parametri in rapporto alle caratteristiche di cute e peli, rendendo così possibile personalizzare il trattamento secondo le specifiche esigenze.
foto-epilazione con luce pulsata: il trattamento Prima di sottoporre la pelle al flash di luce pulsata ad alta intensità, si provvede all'applicazione di un apposito gel che agisce da protettore della cute. Si procede quindi all'invio degli impulsi di luce, emessi dal manipolo ad intervalli regolari. La dimensione dei manipoli, molto più grande rispetto al laser, permette di trattare velocemente ampie superfici cutanee. Si possono trattare aree anche estese (come ad esempio le gambe), ma anche circoscritte come il labbro superiore o la zona del mento. I risultati sono molto più veloci quanto maggiore è il contrasto tra pelle chiara e pelo scuro.
A distanza di circa un mese, cresceranno i peli i cui bulbi non si trovavano nella fase attiva all'epoca del trattamento precedente, pronti ora per essere colpiti dalla luce pulsata.
Il metodo è molto tollerato: anche utilizzando alte potenze, il paziente può avvertire solo una sensazione come di "leggero colpo di elastico" sulla pelle.
È altamente consigliato di non esporsi al sole immediatamente prima o dopo le sedute è per non incorrere in possibili effetti indesiderati come le iperpigmentazioni.
Gli effetti collaterali sono pressoché nulli, occorre comunque una preparazione professionale specifica.

 
Principio di funzionamento dei sistemi a luce pulsata
La luce visibile ha una lunghezza d’onda che va da 400 nm a 800 nm. Al di sotto di 400 nm si trova la luce ultravioletta (UV), e al di sopra di 800 nm c’è la luce infrarossa (IR).

confronto luce pulsata - laserLa luce di una lampada flash a luce pulsata ha una forte intensità emessa in tempi molto brevi. Solitamente lo spettro di emissione va dall’ultravioletto al vicino infrarosso (da 300 nm a 1200 nm). A seconda delle diverse applicazioni, sono poi usati dei filtri che limitano opportunamente lo spettro. Al contrario, un laser (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiations) emette luce ad una sola lunghezza d’onda (ovvero un solo colore). Per questo si dice che l’emissione del laser è monocromatica.
Nella tabella sono messe a confronto le caratteristiche di una lampada flash a luce pulsata e di un laser.

Lampada flash a luce pulsata

Laser
Luce policromatica
(spettro di emissione con più lunghezze d’onda)
Luce monocromatica
(una sola lunghezza d’onda)
Luce non coerente (onde non in fase) Luce coerente (onde in fase)
Luce non collimata (più direzioni di propagazione della luce) Luce collimata (una sola direzione di propagazione)

 
Interazione della luce pulsata con la superficie cutanea
Quando la luce emessa dal sistema incontra una superficie può:
riflessione
  • essere riflessa (rischio oculare, per cui vi è l'obbligo di indossare occhiali di protezione);
diffusione
  • essere diffusa (bisogna fare attenzione alla radiazione diffusa perché, se eccessiva, può danneggiare le strutture vicine al bersaglio che si vuole realmente colpire);
assorbimento
  • essere assorbita: idealmente è quello che si vorrebbe ottenerenel trattamento con luce pulsata!
Cromofori nella cute
Riflessione e diffusione sono sostanzialmente delle perdite d’energia. Solo l’assorbimento presenta un reale interesse terapeutico: l'energia assorbita è convertita in calore, che va a danneggiare le strutture su cui si vuole agire: nel caso della fotoepilazione il follicolo pilifero.

Le sostanze colorate che assorbono luce sono chiamate cromofori. I principali cromofori che si trovano nella cute sono la melanina, l’emoglobina (ossiemoglobina), l’acqua.
Ogni cromoforo ha un differente assorbimento in funzione della lunghezza d’onda. A seconda dell'intervallo di lunghezze d'onda utilizzato è quindi possibile colpire un bersaglio piuttosto che un altro.
spettro di emissione delle apparecchiature a luce pulsata Il cromoforo, assorbendo la luce, si scalda e trasmette il calore ai tessuti circostanti. Il tempo necessario perché questo avvenga è tanto più breve quanto è più piccolo il bersaglio: peli fini -> tempo più breve; peli spessi -> tempo più lungo.

Nel caso della fotoepilazione, il bersaglio è rappresentato dal follicolo pilifero che contiene al suo interno il pelo. La luce è assorbita dalla melanina contenuta nel pelo (tranne nel caso di peli bianchi), che funziona da “intermediario” per trasmettere il calore, e quindi il danno, all’intero follicolo.
I sistemi a luce pulsata hanno uno spettro di emissione che interessa principalmente il cromoforo melanina.
 
Carnagione e rischio pigmentario

La pigmentazione della cute è funzione della quantità di melanina contenuta nelle cellule epidermiche. Più queste contengono melanina e più la cute è scura. La sintesi della melanina dipende da due fattori: genetica e esposizione solare. Nel caso di esposizione solare, la quantità di melanina, e la rapidità della sua sintesi, sono funzione delle caratteristiche genetiche.
Gli individui sono stati classificati in fototipi seguendo una scala che va da 1 a 6.
Prima di intraprendere un trattamento con luce pulsata, è necessario valutare è il colore della pelle (chiaro, medio, scuro indipendentemente dall’abbronzatura) e lo stato di stimolazione dei melanociti che possono trovarsi in uno strato di attività crescente, decrescente o in piena stimolazione.
interazione della luce pulsata con la melanina cutaneaPiù la cute è pigmentata e maggiore è il suo contenuto di melanina. La melanina cutanea rappresenta una barriera che impedisce ad una parte della luce di raggiungere il suo bersaglio, ovvero il pelo. Questo comporta una perdita di efficacia (la fluenza che arriva al bersaglio è in pratica ridotta) e il rischio di provocare bruciature alla cute.
Per questo motivo si sconsiglia di trattare pelli abbronzate o fototipi 5 e 6 senza un’adeguata esperienza nell’impiego delle apparecchiature a luce pulsata.
In modo schematico, nel caso di trattamento di fototipi I, è difficile causare discromie; nei rari casi in cui questo accade, si tratta di ipocromie. Analogamente, il trattamento di fototipi V presenta un elevato rischio di produrre delle ipercromie.

Fototipo Colore della cute Si brucia al sole Abbronzatura Stato di stimolazione dei melanociti Rischio pigmentario
I chiaro sempre no attività decrescente scarso
II chiaro sempre leggera attività decrescente scarso
III medio spesso scura attività crescente medio
IV scuro raramente abbastanza scura piena stimolazione elevato
V scuro eccezionalmente intensa piena stimolazione elevato
VI scuro no nera piena stimolazione elevato


DEA Rappresentanze Srl - Viale Elmas 145 - 09122 Cagliari - info@dearappresentanze.it - Tel 070290708 - Fax 070292481 - P.IVA 02358710925
Copyright © 2007 - Testi e immagini appartengono a DEA Rappresentanze srl o ai rispettivi proprietari. Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata. Sito realizzato da CM Consulenze